201705.10
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Nei prossimi giorni, alla Camera dei Deputati, riprenderà la discussione sul DDL Orlando di riforma del codice penale e di procedura penale, proveniente dal Senato col suggello del voto di fiducia imposto dal Governo.

Il disegno di legge incide su diritti inalienabili dell’imputato, mettendo a repentaglio il concreto esercizio della difesa e la definizione del processo in tempi ragionevoli. In particolare è prevista la partecipazione a distanza del detenuto, il quale sarà costretto a assistere alla narrazione della sua sorte da dietro uno schermo, senza la possibilità di una concreta  interlocuzione con il suo difensore. Inoltre vengono allungati a dismisura i termini di prescrizione, differendo l’epilogo processuale a date lontanissime, con il rischio di carriere e destini segnati da imputazioni perpetue, e tardive risposte per le vittime che attendono giustizia. Sono previsti anche nuovi termini di inammissibilità delle imputazione che, strumentalmente interpretate, potrebbero precludere l’accesso ai gradi di giudizio previsti dal sistema.

Rispetto alla proposta governativa su una materia da cui dipende il destino di migliaia di individui, ci saremmo attesi che si aprisse un serrato confronto parlamentare che consentisse la proposizione di emendamenti e l’instaurazione di un proficuo dibattito. Invece la proposizione della fiducia imbavaglia la discussione e costringe il Parlamento a un’approvazione “pret a porter”, inammissibile in una materia così delicata.

La rincorsa all’efficienza non può compiersi sacrificando i diritti di chi è sottoposto a processo penale e potrebbe anche essere innocente. Per questi motivi l’Unione delle Camere Penali ha proclamato un nuovo periodo di astensione della udienze dal 2 al 5 maggio.

     Questa iniziativa non ha una connotazione corporativa. Gli Avvocati non scendono in campo per difendere i propri interessi: si tratta di una battaglia di civiltà democratica nell’interesse generale di tutti i cittadini.

Soltanto un’Avvocatura forte ed autorevole, capace di vivere in maniera generosa e coraggiosa la propria vocazione e la propria funzione, potrà rendersi protagonista in questo grande impegno, agevolando l’allineamento del Paese ai sistemi europei più evoluti in senso democratico.

 E per queste ragioni ed al fine di rendere l’opinione pubblica effettivamente consapevole di ciò che comporterà l’approvazione del DDL Orlando, i Presidenti di tutte le Camere Penali siciliane, i loro iscritti e tutta l’Avvocatura penale hanno deciso di portare “fuori dalle Aule di Giustizia” le ragioni della propria protesta, organizzando una manifestazione a Palermo per il giorno 02 maggio 2017 alle ore 11:30, in P.zza della Memoria, Palazzo di Giustizia, indossando l’amata Toga .

 

I PRESIDENTI DELLE CAMERE PENALI DELLA SICILIA

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