Opinioni
ECCOCI !
Finalmente anche la Camera Penale di Catania corre sul web.
L’innesto di nuova linfa nel Consiglio Direttivo ha prodotto il sito internet, affidato alle cure informatiche del nostro vulcanico segretario, da oggi anche webmaster, Francesco Antille.
Il sito si augura di essere luogo di incontro, di consultazione, di apprendimento di notizie: un vero motore della vita associativa della nostra Camera Penale.
Avvertiamo forte, infatti, l’esigenza di (ri)creare un movimento di pensiero, di stimolare la creazione di valori comuni, di rafforzare i rapporti tra gli Avvocati del Foro e soprattutto di dare a tutti l’opportunità di un confronto culturale.
In un mondo professionale ciascun Avvocato deve navigare tra altri 200.000 professionisti iscritti agli Albi italiani, le Camere Penali rappresentano un simbolo di specializzazione, un mondo in cui i temi della Giustizia e le garanzie per il cittadino vengono coltivati come indispensabile bagaglio di conoscenza per il penalista.
La Camera Penale deve essere vista e frequentata come luogo in cui si crea la cultura di un Avvocato specializzato e dove si conservano le tradizioni della nostra “antica” professione; un patrimonio non scritto, ma semplicemente tramandato.
Qualche giorno addietro, sul Corriere della Sera, Francesco Alberoni ha scritto che “se un paese perde le sue radici culturali, la sua storia, la sua arte, la sua lingua, diventa incapace di creare e svanisce”. Sarebbe un errore fatale accontentarsi della incultura del quotidiano e del grigiore del proprio piccolo orticello senza larghi orizzonti, tutti all’ombra del partito della pagnotta.
Se noi Avvocati penalisti, con il nostro retroterra culturale, con le nostre tradizioni, con il grave fardello di essere titolari del diritto costituzionale alla difesa, non vogliamo svanire, dobbiamo spostare verso l’alto tutti gli standards qualitativi della nostra vita e della nostra professione.
Anche attraverso il movimento di pensiero che si può creare attorno ad un’associazione forense come la Camera Penale è possibile costruire la cultura, stimolare la fantasia, custodire i valori della professione e soprattutto pretendere rispetto non confronto dialettico con chiunque. Perché cultura, fantasia, rispetto non siano relegati nelle lande sperdute della memoria, ma palpabili certezze del nostro presente.
Auguri di cuore al nostro neonato sito internet!
Carmelo Peluso
L’AVVOCATURA DINANZI ALLE TEMATICHE TRANSNAZIONALI
di Francesco Antille
Il 2007 è un anno importantissimo, dopo le recenti normazioni , per proporre un’analisi della attuale evoluzione professionale ; la soggettività dell’avvocatura moderna non può non essere proiettata verso una dimensione transnazionale.
Le problematicche della qualità e della qualificazione professionale , i contenziosi internazionali , la cura della negoziazione degli scambi e la richiesta di tutela extralocale (anche in sede processuale penale) suggeriscono una nuova impostazione della tecnica e dell’organizzazione forense .
I Paesi aderenti ai patti comunitari contribuiscono allo sviluppo di una giurisprudenza sempre più omologa ai parametri continentali e le stesse scelte normative più interessanti rivestono tale qualità. Si pensi alla disciplina degli interessi moratori afferenti le negoziazioni commerciali (obbligazioni pecuniarie) e i ricorsi ( sempre più numerosi) per le violazioni dei principi di salvaguardia dei Diritti dell’Uomo.
Da Roma a Strasburgo e viceversa si veicolano scelte lontane dal passato ormai remoto in cui l’organizzazione isolata o artigianale dell’avvocato bastava a rendere sufficiente la tipizzazione del mandato .
Subentrano così le nuove problematiche sulla libertà di prestazione ( e la paventata abolizione degli ordini) , le intolleranze alla tariffazione (il cui calmiere è reputato anticoncorrenziale) , la libertà di movimento , le ultime frontiere praticabili della pubblicità qualificata etc.
Nell’ambito di questa evoluzione maturano nuovi temi e profonde innovazioni interpretative anche sul terreno giuspenalistico , tali da non potere essere ignorate da una moderna concezione professionale .
Il penalista , che definiremo “integrato” in questa scala di valori , dovrà essere attrezzato con rapporti privilegiati sia con investigatori che consulenti ; deve padroneggiare almeno due lingue straniere e non ignorare mai più le moderne tecnologie di comunicazione ( da Internet alla videoconferenza) . Non potrà arrestare la sua conoscenza alla legislazione di sua pertinenza geografica poiché le interferenze tra la legislazione nazionale e quella europea e più generale saranno sempre più frequenti .
Dovrà organizzare il proprio studio in funzione di continuativi rapporti con l’Estero ; la contrattualistica, la persecuzione dei delitti, le forme di difesa extranazionale saranno la sua nuova frontiera operativa .
I temi scottanti su cui misurarsi riguardano e riguarderanno nell’immediato futuro :
- le questioni etiche e giuridiche circa le manipolazioni genetiche
- i diritti e i limiti della moderna concezione della privacy
- le distorsioni e le patologie della subordinazione lavorativa ( il mobbing)
- le responsabilità professionali
- le responsabilità governative
- le responsabilità civili degli organi giudicanti
- i diritti di libertà individuale
Queste sfide colgono il nuovo millennio in una rinnovata prospettiva . La tecnica forense si trsforma da approccio al giudizio ad approccio al giudicare ; ed è l’interpretazione (organizzata) a divenire il punto di riferimento della moderna avvocatura.
Il diritto diviene così il parametro pulsante della collettività transnazionale e tra le sue pieghe matura anche la concezione ultimativa del cd. diritto di difesa (e di guerra) .
Da un lato per la programmazione e la soluzione delle negoziazioni commerciali ( cfr. la tutela degli scambi , l’impatto con il protezionismo fiscale etc. ) dall’altro - in senso storico- per la risoluzione delle tematiche di reciproca . Per non cennare all’evoluzione degli istituti di collaborazione giudiziaria .
Queste attuali indicazioni ci vedono impegnati in prima persona , con i nostri teams operativi , verso obiettivi praticabili e legittimi.
Le forme di cooperazione ( societarie e paraconsortili) dei nuovi modelli di studio legale si presentano all’appuntamento in forma sempre più definibile . Fino all’ipotesi della società di capitali con cui , sulla scia del modello nordamericano , si porrebbero le basi per una autentica libertà professionale. Ma sarà proprio così ? . Per intanto occorre subito denunziare i rischi del praticismo e del finto efficientismo. Dietro la facciata della limitata disponibilità delle risorse economiche stanno studiandosi misure assai insidiose per la civilità del diritto e per le garanzie individuali. Si parla di riformare il regime delle nullità, rivedere l’istituto del gratuito patrocinio , escludere l’impugnabilità di taluni provvedimenti pure incidenti su diritti , prevedere la motivazione del decisum solo in certi casi. Il rischio sta nell’ipotizzare che la statistica e il cottimo del lavoro giudiziarioesauriscano ogni aspettativa sociale e individuale della domanda di giustizia. Nulla di più pericoloso. L’avvocato moderno, a maggior ragione se transanazionale, deve subito approntare ogni opportuna e propositiva obiezione.